martedì 5 agosto 2008

Grande,Grosso E Verdone

Titolo originale: Grande, Grosso E Verdone
Regia: Carlo Verdone
Sceneggiatura: Carlo Verdone
Nazionalità: Italia
Anno: 2008
Durata: 105'
Interpreti principali: Carlo Verdone, Claudia Gerini, Geppi Cucciari, Roberto Farnesi, Anna Maria Torniai, Eva Riccobono, Cinzia Fornasier, Martina Pinto, Andrea Miglio Risi, Emanuele Propizio, Massimo Marino

TRAMA: Il film è diviso in tre episodi: nel primo la famiglia Nuvolone è occupata nella sepoltura della madre del capo famiglia, Leo (Verdone), cosa che, a causa di un singolarissimo addetto alla pompe funebri (Marino), si rivelerà più complicata del previsto; nel secondo il logorroico professor Callisto (Verdone) tiranneggia irritantemente sulla governante (Torniai) e sul giovane figlio (Risi), che farà fidanzare con una sua studentessa, Lucilla: i due cercheranno vanamente di liberarsi del tremendo Callisto; nel terzo e ultimo episodio (il più lungo dei tre), i coniugi Vecchiarutti (Verdone e Gerini) cercano di riunire la famiglia ormai allo sfascio facendo una vacanza a Taormina: i modi poco "fini" e "moderni" dei tre li porteranno in diversi guai.

CONSIDERAZIONI: Il camaleontico Carlo Verdone ripropone tre personaggi che lo hanno reso famoso: il candido, il logorroico e il volgare. Aveva già sfruttato questa triade di personaggi nel lungometraggio Viaggi Di Nozze (1995), anche se nomi e ruoli risultano diversi. Il primo episodio è abbastanza divertente, anche se mancano le forti risate a cui Verdone è solito far ricorso: la cosa buffa è riuscire a sorridere su un funerale che non riesce a compiersi, dopo i numerosi incidenti capitati alla bara. Marino nel ruolo del funzionario funebre è di certo il pezzo migliore del capitolo. I bambini di Leo sono doppiati dallo stesso Verdone che li caratterizza con una parlata simile alla sua, definita "congenita". Il secondo episodio è incredibilmente irritante (così come lo era l'episodio con protagonista il logorroico nel film del '95): il professor Callisto è quanto di più pessimo e immorale si possa immaginare, ma nonostante questo pretende di essere esempio e maestro di vita per il figlio che da quando è nato lo odia dal profondo del cuore. La sua petulante perfezione nei confronti della governante, e della fidanzata del figlio (procuratagli dallo stesso padre che riteneva fosse il momento di svezzarsi) rendono questo personaggio davvero insopportabile. Le risate sono pressochè assenti, se non quelle provocate dall'isteria che può attaccare lo spettatore. Il terzo episodio riprende il prototipo della coatta famiglia romana presente anche in Viaggi Di Nozze: qui Verdone e la Gerini (già coppia nel precedente) interpretano due personaggi simpatici in modo imbarazzante: infatti la sensazione che si prova è quell'amore e odio che può provare qualcuno che li abbia realmente intorno, vedendoli da un lato dei "tipi" e dall'altro soffrendo la lora profonda maleducazione, causata dalla volontà di voler sembrare ciò che non sono. Il figlio di Moreno e Jessica è vittima della situazione: incapace di rapportarsi con i genitori e con il mondo che lo circonda riuscirà però ad aprirsi grazie all'amicizia di una ragazza dell'albergo. Il lieto fine è sperato ed ottenuto: entrambi i coniugi, dopo terribili tentativi di adulterio finiscono per capire quali sono i loro reali sentimenti.
La sensazione è che Verdone non sia riuscito a raggiungere il suo scopo, a meno che non cercasse qualcosa di diverso rispetto ai suoi canoni classici: il suo "ruolo" da attore comico fa sperare allo spettatore di farsi un paio di risate in allegria, cosa che in questo caso non avviene. Il film tratta temi abbastanza profondi, come il rapporto padre-figlio, problemi coniugali e famigliari: solitamente, però, Verdone riesce comunque a dare la sensazione di poterci ridere sopra, mentre in questo Grande, Grosso E Verdone risulta davvero difficile. La pesantezza delle situazioni, al limite del paradossale, crea parecchia malinconia. Obiettivo più centrato nel caso in cui volesse realizzare una pellicola più impegnata, anche se, in questo caso, risultano insufficienti patrecchie altre varianti, come l'introspezione dei personaggi e l'eccessiva leggerezza espositiva. Carino ma decisamente inferiore all'ormai cult Viaggi Di Nozze.

VOTO: 2/5

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