martedì 5 agosto 2008

Il Secondo Tragico Fantozzi

Titolo originale: Il Secondo Tragico Fantozzi
Regia: Luciano Salce
Sceneggiatura: Leonardo Benvenuti, Pier De Bernardi, Paolo Villaggio
Nazionalità: Italia
Anno: 1976
Durata: 110'
Interpreti princiapli: Paolo Villaggio, Gigi Reder, Liù Bosisio, Anna Mazzamauro, Plinio Fernando, Giuseppe Anatrelli, Paolo Paoloni

TRAMA: Continuano le dis(avventure) dello sfortunatissimo ragionier Ugo Fantozzi (Paolo Villaggio), alle prese con i cattivissmi colleghi e la continua vana lotta con la Dea Bendata. Tra amori extraconiugali e tragiche vicissitudini, il ragioniere resterà sempre lo stesso medio-man italiano.

CONSIDERAZIONI: A distanza di una anno dal primo capitolo Fantozzi (1975), Paolo Villaggio torna nei panni del ragioniere più amato (e odiato) dagli italiani. Questa volta lo smalto è un po' più fiacco rispetto all'esordio, anche se non si risparmiano le gag divertenti e la cattivissima satira contro la società italiana. Vengono inseriti anche elementi da film drammatico: nel penultimo episodio Fantozzi vede infrante le sue speranze d'amore per la signora Silvani in Calboni, storica fiamma dello sfortunato protagonista. Tornano gli stereotipi dell'italiano medio così come tornano le avventure all'interno della società Italpetrolcemetermotessilfarmometalchimica: vengono maggiormente approfonditi i temi legati al rapporto gerarchico fra impiegati e dirigenti (molto simile al rapporto schiavo-padrone). Fantozzi si imbatterà in una partita di biliardo con il direttore delle raccomandazioni, dove perdere può fargli ottenere una promozione (vedendo però schiacciato il suo orgoglio), mentre vincere può attirare le ire del superiore; verrà trascinato anche a Montecarlo per giocare al casinò come portafortuna di un altro cattivissimo superiore. Ma la scena diventata simbolo delle serie fantozziane è senza dubbio quella legata alla Corazzata Potiomkin (nel film Kotiomkin): quando un dirigente cinefilo costringe gli impiegati a vedere il famoso film di Ejzensteijn (Einstein nel film) la serata in cui trasmettono la partita di qualificazione ai mondiali di calcio Italia-Inghilterra, Fantozzi muove una rivolta in cui viene bruciata la tanto odiata pellicola. Peccato che nel momento della resa dovranno rigirare la famosa scena della culla che cade dalla scalinata ogni domenica (indovinate chi fa il bambino?). Tolta l'inesattezza storico-cinematografica (La Corazzata Potemkin dura in realtà solo un'ora e non l'infinito tempo che fan credere nel film) la scena è davvero spassosa. Forse la cattiveria più grossa, Fantozzi la subisce dalla tanto amata signora Silvani in Calboni (ex signorina) che dopo averlo sfruttato per farsi una vacanzetta a Capri (causa tradimento del marito) finirà col tornare dal proprio uomo senza mai concedersi allo sfortunato protagonista che tenterà addirittura il suicidio buttandosi da un ponte. Un insieme di elementi fanno di questo secondo episodio un capitolo dal tono più basso rispetto al predecessore, causato anche dal ripetersi (quasi a fotocopia) di alcune situazioni già viste, come il rutto ventoso o le ridicole uniformi che Fantozzi indossa nelle varie occasioni. Il film risulta comunque gradevole a chi aveva già apprezzato la pellicola precedente.

VOTO: 2,5/5

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