lunedì 14 febbraio 2011

Il Buono Il Brutto Il Cattivo

Titolo originale: Il Buono Il Brutto Il Cattivo
Regia: Sergio Leone
Sceneggiatura: Sergio Leone, Luciano Vincenzoni, Age & Scarpelli, Sergio Donati
Nazionalità: Italia, Spagna
Anno: 1966
Durata: 174'
Interpreti principali: Clint Eastwood, Eli Wallach, Lee Van Cleef

TRAMA: In un sud degli Stati Uniti in piena guerra di secessione, si incrociano le vicende di tre personaggi: Joe Il Biondo, Tuco e Sentenza che ad alterne alleanze e pugnalate alle spalle saranno legati dalla ricerca di una grossa quantità d'oro sepolta in luogo di cui ognuno ha soltanto parte delle informazioni.

CONSIDERAZIONI: Davanti a questo film non si può far altro che togliersi il cappello, volendo restare il più fedeli possibile all'immagine del pistolero. Il maestro del western Sergio Leone realizza una di quelle pellicole di genere (e non solo) che sono destinate a restare nella storia del cinema. Non manca niente dei classici stereotipi western all'interno del film: deserti sconfinati, villaggi isolati, cavalcate sotto il sole, duelli con lo sguardo di sfida e la ricerca d'oro sempre viva nella mente di banditi che hanno fatto del fuorilegge un lavoro a tempo pieno. Ma tutto questo viene immerso in un contesto che quasi rompe il susseguirsi di immagini di genere: la guerra infatti interrompe in molti momenti la corsa all'oro e le cannonate spesso danno il via ad una temporanea tregua alle situazioni che coinvolgono i protagonisti, che finiscono a più riprese per allearsi in un clima civilmente burrascoso. Il fatto che nessuno dei banditi prenda una posizione all'interno di uno schieramento per seguirne gli ideali li dipinge come dei veri e propri estranei alle vicende politiche, ricercando soltanto il loro personale tornaconto. Indossare una divisa o un altra non fa nessuna differenza se serve a raggiungere lo scopo.
Sergio Leone ancora una volta non nasconde lo stile registico che lo ha sempre caratterizzato, con intensi primi piani volti a raccontare le tensioni attraverso l'espressività degli interpreti. Come dimenticare il celebre triello finale in cui soltanto un gioco di attese e sguardi lascia lo spettatore incollato allo schermo. Bellissima anche la parte iniziale in cui i l'assenza di dialoghi lascia il posto ad un'immersione attraverso suoni ed immagini ad hoc in un'atmosfera caratterizzata dal puro western style. Gli interpreti sono impeccabili: anche le due espressioni di Clint Eastwood risultano perfettamente azzeccate per il personaggio, mentre a farla da padrona è la spumeggiante esuberanza di un Wallach in ottima forma che fa da contraltare alla glaciale freddezza di Van Cleef. Nonostante la nomenclatura che definisce i protagonisti nessuno si comporta da stinco di santo: se Sentenza è effettivamente davvero cattivo, a Joe e Tuco resta soltanto un po' più di umanità, che non li differenzia comunque molto dalla media del fuorilegge. Perfino Il Buono non è poi così "buono". Forse è solo più furbo.
Le musiche di Morricone sono diventate storiche. Un tema che ha fatto storia si unisce ad un brano L'estasi dell'oro che almeno una volta nella vita tutti abbiam sentito.
Una pietra miliare del genere western che tra poetica classicità e innovazione ha siglato un'indimenticabile capitolo della storia del cinema.

VOTO: 4,5/5

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