martedì 8 febbraio 2011

Una Notte Al Museo 2 - La Fuga

Titolo originale: Night At The Museum 2: Battle Of The Smithsonian
Regia: Shawn Levy
Sceneggiatura: Robert Ben Garant, Thomas Lennon
Nazionalità: USA, Canada
Anno: 2009
Durata: 105'
Interpreti principali: Ben Stiller, Amy Adams, Owen Wilson, Robin Williams, Bill Hader, Hank Azaria

TRAMA: Larry Dailey (Stiller) dopo aver lasciato da due anni l'incarico da guardiano notturno al Museo di Storia Naturale di New York, riesce a costituire un'azienda che produce invenzioni di sua creazione, diventando presto ricco e famoso. Venuto a conoscenza del fatto che i personaggi che animano il museo di notte verranno sostituiti da attrazioni di ben più avanzata tecnologia e dirottati come cimeli da archivio allo Smithsonian Museum di Washington, finirà a rivestire la divisa del guardiano notturno al museo della capitale. Sarà impegnato a fermare il perfido faraone Kah Mun Ra (Azaria) deciso a sfruttare la tavoletta del fratello Akmen-Ra per conquistare il mondo.

CONSIDERAZIONI: Questa pellicola è il seguito de Una Notte Al Museo (2006), diretto dallo stesso Levy. Volendo cavalcare il successo della primo capitolo, il regista ripropone le stesse situazioni e personaggi che erano stati vincenti. Al calare delle tenebre personaggi ormai noti tornano in scena, i minuscoli Jebediah Smith (Wilson) e l'imperatore romano Ottavio (Coogan), Teddy Roosvelt (williams) e Sacagawea (Peck), assieme a diverse new entry, tra cui l'aviatrice dispersa Amelia Earhart (Adams) e il generale Custer (Hader) oltre ad una schiera di celebri cattivi: Ivan il Terribile (Guest), Al Capone (Bernthal) e Napoleone Bonaparte (Chabat) guidati dal faraone Kah Mun Rah (Azaria). La storia non presenta niente di nuovo e a farla da padrone sono le scene d'azione velate da una comicità che fatica a decollare. Ben Stiller non sembra a suo agio con il personaggio come era stato nel capitolo precedente, non riuscendo quasi mai ad esprimere spunti umoristici degni di menzione. Tutta la macchina narrativa sembra semplicemente un pretesto per inserire continuamente nuovi personaggi e Stiller viene utilizzato come semplice spalla. Anche gli altri personaggi sembrano meno convincenti, a cominciare dallo stesso Wilson che non riesce a regalare sorrisi. Il tandem degli antagonisti risulta decisamente forzato e poco credibile. Gli spunti più interessanti vengono dalle citazioni cinematografiche contenute all'interno del film, come la battaglia finale di 300, gli amorini che cantano la famosa My Heart Will Go On dalla colonna sonora di Titanic o la frase dal monologo finale di Blade Runner "ho visto cose che non puoi neanche immaginare", che strizzano l'occhio a tutti i cinefili seduti sulla poltrona. Nel doppiaggio italiano vengono inserite alcuni dialoghi che non hanno riscontro nella versione originale, come il riferimento di Napoleone alla sua parentela con Silvio Berlusconi o il celebrare Maradona del guardiano napoletano. I tre amorini sono interpretati dai Jonas Brothers, band di adolescenti americani, molto famosa tra i ragazzini negli States.
Complessivamente si può valutare la pellicola come un semplice tentativo fallimentare di emulare il successo precedente, evento che troppo spesso sta capitando nel panorama cinematografico contemporaneo. Anche in questo caso la manovra non porta qualitativamente i risultati che si spererebbe di vedere, ma finisce per cadere in cliché che alla seconda manche risultano già logorati da una mancanza di idee.

VOTO: 1,5/5

1 commento:

Nicolò ha detto...

"Complessivamente si può valutare la pellicola come un semplice tentativo fallimentare di emulare il successo precedente"...
...di un film che era comunque una merda, aggiungerei.