Titolo originale: Pulp FictionRegia: Quentin Tarantino
Sceneggiatura: Quentin Tarantino
Nazionalità: USA
Anno: 1994
Durata: 154'
Interpreti principali: John Travolta, Uma Thurman, Samuel L. Jackson, Harvey Keitel, Tim Roth, Christopher Walken, Bruce Willis, Quentin Tarantino, Ving Rhames
TRAMA: In questa pellicola ad episodi collegati si incrociano storie di personaggi legati in qualche modo al boss della malavita di Los Angeles, Marsellus Wallace (Rhames), tra cui i gangster Vincent (Travolta) e Jules (Jackson), il pugile Butch (Willis) e la moglie del boss Mia (Thurman).
CONSIDERAZIONI: Parlare di Pulp Fiction può risultare decisamente pericoloso. Un film diventato un vero e proprio cult e che ha visto consacrare la genialità di un regista\sceneggiatore (che lo si voglia o meno), Quentin Tarantino, considerato oggi dalla nel mondo come un vero e proprio Re Mida del cinema. La pellicola uscita nel 1994 porterà a casa la Palma D'oro al festival di Cannes come miglior film e un oscar per la miglior sceneggiatura originale, oltre ad uno sterminato numero di altri premi appartenenti ai più importanti festival ed eventi cinematografici del globo. Ma che cosa ho portato questo film ad essere quello che è diventato? In una parola si potrebbe parlare di originalità. Vera e propria originalità che con al servizio un cast stellare riesce a diventare un film praticamente perfetto. I dialoghi lasciano spesso disorientati per il loro tono accattivante: ci si accorge di essere con le orecchie sull'attenti persino mentre due improbabili gangster dissertano su hamburger e salse per patatine. Non ci si stupisce davanti a scene al limite dell'assurdo e ad una violenza verbale e fisica che riesce sempre e comunque a strapparci un sorriso dalle labbra se non farci letteralmente venire le lacrime agli occhi con un'ironia pungente e spesso amara. Gli interpreti in stato di grazia riescono a tenerci con la mente sempre concentrata su di loro e su quello che il folle Tarantino gli ha riservato, delineandone per ognuno una personalità dove nulla sembra lasciato al caso. Quasi ogni scena contenuta nel film è diventata un tormentone cinematografico, come il celebre ballo di Vincent e Mia sulle note della You Never Can Tell di Chuck Berry, l'iniezione di adrenalina a casa dello spacciatore Lance o i dialoghi allucinati tra i due gangster sempre troppo sopra le righe per essere davvero credibili. Tarantino riesce a dare anche un taglio molto originale alle riprese che risultano sempre molto ricercate, anche grazie all'ottimo lavoro del polacco Andrzej Sekuła alla direzione della fotografia. Le musiche ci immergono in un'atmosfera vintage che va a braccetto con la realizzazione che non nasconde tributi al cinema degli anni '70. Dal tutto emergono spesso e volentieri spaccati di cultura americana che vuole anche farsi autocritica (ad esempio attraverso frasi del tipo "sono americano, i nostri nomi non vogliono dire un cazzo" o critiche al sistema di peso americano confrontato al metrico decimale nelle dissertazioni sugli hamburger). La sceneggiatura è costruita ad episodi che si intrecciano tra di loro, presentando una linea temporale sconnessa, della quale si viene a capo soltanto nel finale, dove il cerchio di chiude con un ritorno all'inizio del film. E dopo essere restati affascinati da dialoghi assurdi, personaggi sopra le righe e stralci di american culture viene da chiedersi una cosa: cosa ci sarà stato nella valigetta?
VOTO: 4,5/5
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