Titolo originale: The CrowRegia: Alex Proyas
Sceneggiatura: David J. Schow, John Shirley
Nazionalità: USA
Anno: 1994
Durata: 102'
Interpreti principali: Brandon Lee, Ernie Hudson, Michael Wincott, Rachel Davis
TRAMA: Il musicista Eric Draven (Lee) e la promessa sposa Shelly (Shinas) vengono assassinati per futili motivi dalla banda del malvagio Top Dollar (Wincott) che gestisce il crimine a Los Angeles. Ma ad un anno dalla morte Draven tornerà dal mondo dei morti per avere la sua vendetta.
CONSIDERAZONI: Il film tratto dalla celebre serie a fumetti di James O'Barr entrerà tristemente nella storia come l'ultima pellicola di Brandon Lee. L'attore durante una scena della sessione finale delle riprese, perderà la vita a causa di una pistola di scena difettosa (almeno questa è la versione ufficiale). Ma nonostante questo sia uno dei motivi che ha aumentato a dismisura la notorietà della pellicola, Il Corvo resta a mio avviso uno dei film più importanti degli ultimi quindic'anni. Basato sul tema sempre fresco della vendetta, la pellicola darà il via a quello che è un vero e proprio stile cinematografico, in cui le atmosfere pesantemente dark connoteranno un buon numero di produzioni tra la fine degli anni '90 e il primo decennio del nuovo millennio. Una Los Angeles oscura e malata (un film girato praticamente soltanto di notte), emblema di una nuova goticità metropolitana, ostentata da luoghi simbolo del genere, tra cimiteri in rovina e svettanti cattedrali, fa da cornice ad una storia di amore, vendetta e morte che non risulta mai banale nel contesto, pur presentando tutti gli elementi consoni ad una narrazione di genere. Il cattivo (interpretato da un perfetto Wincott) è quanto di più malvagio si possa immaginare, supportato da loschi individui senza scrupoli; il protagonista - eroe romantico al quale è stato profanato e distrutto l'amore, diventa giustiziere in un mondo incapace di badare a sé stesso. Soltanto al corvo guida viene conferita la possibilità d'essere tallone d'Achille di un vendicatore con più anima che vita. Le musiche sono sempre azzeccate, tra cui spicca la bellissima Burn del gruppo dark per eccellenza, The Cure. Alla pellicola si devono aggiungere anche i bellissimi spunti poetici dei dialoghi, perfettamente coerenti con la provenienza fumettistica del soggetto. Nel finale dopo la vendetta emergerà una la speranza per un mondo che deve ancora vedere i suoi giorni migliori dopo le tenebre, perché come ricorda Eric a Sarah, citando il testo di una sua canzone "Non può piovere per sempre".
VOTO: 4,5/5
3 commenti:
M'hai fatto venir voglia di rivederlo.
Son felice di questo!!!!
Sono felice che tu sia felice!
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