sabato 19 febbraio 2011

Il Grinta

Titolo originale: True Grit
Regia: Joel Coen, Ethan Coen
Sceneggiatura: Joel Coen, Ethan Coen
Nazionalità: USA
Anno: 2010
Durata: 110'
Interpreti principali: Jeff Bridges, Matt Demon, Josh Brolin, Heilee Steinfeld

TRAMA: Mattie Ross (Steinfeld) è una ragazzina di 14 anni decisa a vendicare la morte del padre per mano di Tom Chaney (Brolin). Per arrivare a questo assolderà lo sceriffo federale Rooster Cogburn (Bridges), detto "Il Grinta" per i suoi metodi decisi, che dovrà collaborare con il Texas ranger Lebouef (Damon) per portare il ricercato alla giustizia.

CONSIDERAZIONI: Il film dei fratelli Coen è il remake dell'originale del 1969 che portò l'oscar come miglior attore protagonista a John Wayne nel ruolo di Cogburn. La pellicola si presenta come un prodotto di puro intrattenimento western. Anche in questo caso gli elementi classici del genere non mancano: sceriffi, scenari su steppe e praterie, banditi sempre pronti a fuggire per spartirsi il bottino. Il far west west viene rappresentato come iconografia di genere, senza particolari punti di originalità. La narrazione è classica e adatta allo sviluppo di un film più vicino alla storia che alla novità. Gli interpreti riescono a ricoprire il loro ruolo in modo credibile e azzeccato, con un Jeff Bridges in piena forma a sostenere il ruolo che fu di John Wayne. Può risultare un po' antipatico il ruolo della giovane Ross/Steinfeld, che non sfigura però davanti ad un'interpretazione di difficile apprezzamento, dove la rigidità e il rigore finiscono per essere perfettamente funzionali alla storia. Tutti i personaggi riescono a essere all'altezza dal ranger texano LeBouef/Damon al fuorilegge assassino Chaney/Brolin. Le scenografie sono perfette, e la neve che ricorre spesso nelle fredde praterie americane donano un tocco di romanticismo alla fotografia. Divertenti i racconti di Cogburn alla giovane Ross, mentre le espone senza nessun filtro episodi passati della sua vita, quanto la deposizione in aula dello sceriffo federale alle prese con le domande dell'accusa. Un film candidato a dieci premi oscar che sente comunque a livello promozionale la presenza del tandem collaudato dei Coen. I due punti che sicuramente giocano a favore della pellicola sono l'interpretazione di un Jeff Bridges praticamente perfetto e una sceneggiatura che pur non uscendo mai dallo stereotipo western riesce a regalarci un'atmosfera degna delle aspettative. Un piacevole blockbuster per chi ama i cinema di frontiera.

VOTO: 3,5/5

3 commenti:

Nico ha detto...

Sinceramente mi aspettavo di più. Non un brutto film, ma un po' insipido: mancano i momenti salienti. I punti di snodo diegetico passano tutti in maniera svelta e il film è fatto quasi tutto sulle scene di contorno. In più, secondo me, la colonna sonora non aiuta ad aumentare il pathos: bella solo la canzone di chiusura.
Per il resto ti do ragione su scenografia e fotografia, nonché sul fatto che Jeff Bridges è sempre meraviglioso.
Non capisco però come Josh Brolin si sia guadagnato la foto sul manifesto, visto che fa poco più d'un cameo (e non è un cameo di Sean Connery, è un cameo di Josh Brolin...),

Paolo Nardi ha detto...

Pur non avendo mai apprezzato troppo il film originale costruito intorno a un The Duke ormai sfasciato (e per questo irripetibile, non me ne voglia il pur bravo Jeff Bridges), credo che il problema non sia il film in sè, quanto i remake dei Cohen in sè e l'attuale ispirazione della coppia (che ultimamente mi sembra latitare un po' troppo)... L'ho trovato in linea con le ultime produzioni western (genere che ormai sembra non avere più un mercato), molto crepuscolare e introspettivo, con eroi stanchi e ruoli mescolati, con l'aggiunta della solita ironia che gli autori riservano sempre per la categoria degli avvocati. Il ritmo lento non sempre è funzionale, magnifica invece la fotografia.

Nicolò ha detto...

Paolo, in realtà ci sono alcuni western degli ultimi annio che secondo me valgono la pena: su tutti The assassination of Jesse James, che secondo me è un gran film (pur nella sua lentezza).