mercoledì 13 aprile 2011

Boot Camp

Titolo originale: Boot Camp
Regia: Christian Duguay
Sceneggiatura: John Cox, Agatha Dominik
Nazionalità: USA
Anno: 2007
Durata: 95'
Interpreti principali: Mila Kunis, Gregory Smith, Peter Stormare, Tygh Runyan, Christopher Jacot, Colleen Rennison, Regine Nehy

TRAMA: In una sperduta isola delle Fiji, nell'Oceano Pacifico, il dott. Norman Hail (Stormare), tiene un campo di riabilitazione per giovani con problemi in famiglia. Ma il programma consiste in ambiente semi-carcerario dove i maltrattamenti e le umiliazioni sono all'ordine del giorno, anche grazie al rigido e amorale capo della sicurezza Logan (Runyan). Al campo giungeranno Sophie (Kunis) e Danny (Jacot), che dimostrano da subito una maggior insofferenza ai metodi del dottore. Ben (Smith), il ragazzo di Sophie, si farà portare nell'isola per cercare di scappare con la ragazza.

CONSIDERAZIONI: Il film dichiara di essere tratto da una storia vera e, soprattutto nel messaggio finale, esplicita che questi campi erano attivi negli anni '70 e causa di oltre 40 decessi. Francamente vien da sperare che sia tutto pura fantasia, perché se fossero esistiti (o esistessero) davvero posti del genere sarebbero al limite della violazione dei diritti dell'uomo. Detto questo la storia è interessante e riesce a coinvolgere anche grazie alla curiosità (forse un po' sadica) che si sviluppa attorno al funzionamento di questo campo che ci si accorge ben presto essere ben peggio di una normale prigionia. Però ci sono dei difetti abnormi. Il dottor Hail è al limite della pazzia, scienziato davvero convinto di compiere un programma educativo funzionale e umano che aiuti i giovani ad uscire dai loro problemi con i genitori, che tra l'altro, lui stesso incolpa. Ma se li incolpa, perché a pagare tutto questo dovrebbero essere proprio i ragazzi? Questo quesito, purtroppo, non troverà risposta durante il film. Ci si può forse esimere dal chiedersi come sia possibile che quel campo fosse tenuto legalmente e senza alcun tipo di denuncia? Ma soffermiamoci un attimo sul giovane fidanzato Ben, che riesce a farsi portare nell'isola iniettandosi soluzioni saline che dovrebbero essere state eroina. Dopo i problemi con la legge e tutto il resto, nessuna analisi tossicologica ha rilevato che era perfettamente sano? Tutto questo rende il film estremamente debole e con una regia decisamente troppo televisiva. Però è una storia mal sfruttata, perché l'idea di fondo poteva offrire risultati ben diversi. Le domande alla perenne ricerca di risposte sul limite della moralità e de "il fine giustifica i mezzi?" riecheggiano per tutto il film, così come la ricerca dello shock con alcune sequenze tra il violento e il sadico (possiamo forse dire il contrario riguardo lo stupro o il pestaggio di gruppo?). Insomma, un calderone mal gestito, attorno ad una storia accattivante. Un finale moralista e prevedibilissimo di certo non fa guadagnare ulteriori punti ad una pellicola fiacca.

VOTO: 1,5/5

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