venerdì 15 aprile 2011

C'è Chi Dice No

Titolo originale: C'è Chi Dice No
Regia: Giambattista Avellino
Sceneggiatura: Fabio Bonifacci
Nazionalità: Italia
Anno: 2011
Durata: 95'
Interpreti principali: Paola Cortellesi, Luca Argentero, Paolo Ruffini, Myriam Catania, Claudio Bigagli, Marco Bocci, Roberto Citran, Giorgio Albertazzi

TRAMA: Max (Argentero), Irma (Cortellesi) e Samuele (Ruffini) sono tre ex compagni delle elementari che durante una cena di reunion delle scuola, scoprono di essere tutti e tre vittime dei raccomandati nel loro posto di lavoro. Decidono così di vendicarsi di chi ha rubato loro il meritato posto con scherzi più o meno pesanti che li spinga ad andarsene.

CONSIDERAZIONI: Questa commedia girata dal regista Giambattista Avellino (Il 7e l'8, 2007; La Matassa, 2009) tratta con simpatia un tema che in Italia sta diventando drammatico. La caduta della meritocrazia in favore dei baronismi e dei figli o amanti di non è sicuramente argomento che per un italiano suona estraneo. Ma soprassedendo alle valutazioni socio-politiche, sulle quali è un po' difficile passar parlando di questa pellicola, ci troviamo davanti ad un film certamente non perfetto, ma ben diretto. Vengono mostrati vari ambienti, aspetti e situazioni in cui la presenza dei cosìdetti raccomandati segna anche nella realtà la vita di chi raccomandato non è, come la sanità, l'editoria e, soprattutto, l'università. Mancherebbe obiettivamente soltanto il mondo dello spettacolo per far quadrare completamente il bilancio di quello che è l'andazzo nel nostro paese. Impossibile non parteggiare spudoratamente per i tre scalzati, anche quando la moralità dei loro metodi diventa dubbia. Ma come il film fa ben vedere, il problema non sta soltanto in quello che la situazione comporta alle persone stesse, ma anche quelli che per riflesso colpiscono le persone che stanno loro vicine: le famiglie, le relazioni, i rapporti vengono compromessi dalla frustrazione e le difficoltà che si presentano lungo il percorso e che sbarrano la strada a chi con fatica e sudore cerca uno spiraglio in una società lavorativamente chiusa e demeritocratizzata. L'abilità dello sceneggiatore e del regista sta proprio nel riuscire a centrare l'obiettivo senza fare un film pesante e drammaticamente pessimistico. L'ironia e la comicità che fa da spina dorsale alla pellicola riesce a mitigare un tema che altrimenti risulterebbe indigeribile, soprattutto per chi vive queste cose tutti i giorni. Gli interpreti sono decisamente all'altezza di una pellicola ben riuscita. Anche la critica della situazione legata alle forze dell'ordine senza fondi e malgestite emerge pesantemente nelle indagini riguardanti le malefatte dei nostri da parte di altri due ex compagni classe, due poliziotti che a loro volta subiscono le ingiuste gerarchie costruite di raccomandati incapaci di svolgere la propria mansione. In realtà anche il finale non è esagerato e l'happy ending non è poi così "happy" come in molti magari si sarebbero aspettati, cosa che avrebbe sminuito la realisticità del contesto. Gli unici appunti che si possono fare riguardano alcune situazioni romantiche tra i due protagonisti Irma e Max, che a volte risultano superficiali e decisamente poco sensate. Ma una delle domande che questo film inevitabilmente porta a porsi, vista anche la situazione in cui si ritrova il Max-Argentero della pellicola, è decisamente inquietante e porta in una fase di stallo sociale dalla quale difficilmente si potrà uscire: e se il raccomandato fossi tu, ti tireresti indietro?

VOTO: 3/5

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