Titolo originale: Mercury RisingRegia: Harold Becker
Sceneggiatura: Lawrence Konner, Mark Rosenthal
Nazionalità: USA
Anno: 1998
Durata: 108'
Interpreti principali: Bruce Willis, Alec Baldwin, Miko Highes, Chi McBride
TRAMA: Simon (Hughes) è un bambino autistico che riesce a decifrare il più segreto dei codici della NSA, il codice Mercury, sviluppo del quale era stato guidato dal tenente colonnello Kudrow (Baldwin). L'agente dell'FBI Art Jeffries (Willis) cercherà di proteggere il bambino che la sicurezza nazionale vuole morto per proteggere il codice, andando contro gli ordini dei suoi superiori.
CONSIDERAZIONI: Non è la prima volta che sullo schermo i "cattivi" servizi segreti americani sono disposti a tutto pur di non rischiare di compromettere la sicurezza nazionale. Nonostante questo la storia calzava abbastanza bene per un film d'azione senza troppe pretese in cui un Bruce Willis non al suo massimo (vincitore per questa pellicola di un Razzie Award per la peggior interpretazione) non doveva far altro che interpretare per l'ennesima volta il poliziotto, federale o un esponente delle forze dell'ordine che si voglia senza macchia e con un forte senso della giustizia e del dovere. E fin qui tutto poteva anche andar bene. Ma molte delle situazioni che si susseguono durante la pellicola diretta da Becker (Malice - Il Sospetto, 1993; Unico Testimone, 2001) sono abbastanza assurde e logicamente poco credibili. Che dire di un sicario dei servizi segreti che se ne va in giro in un ospedale, strade affollate o qualsiasi altra situazione in cui non farsi notare è impossibile, armato di pistola con silenziatore spianata? O magari nella scena finale un intera sezione di agenti speciali e tiratori dell'FBI incapace di far fuori un solo uomo? Non possiamo inoltre soprassedere al comportamento del ten.col. Kudrow che anche quando ormai tutto viene a galla continua a cercare di eliminare il bambino, come se questo potesse cambiare qualcosa, dopo che gli stessi servizi segreti e l'FBI hanno scoperto quanto è accaduto. Insomma, nonostante il ritmo abbastanza accattivante i buchi e le assurdità emergono da tutti lati. Buona l'interpretazione di Hughes che per vestire i panni di Simon Lynch è stato seguito da uno psichiatra infantile e messo a contatto con numerosi bambini autistici.
Sotto l'aspetto puramente intrattenitivo, alla pellicola non manca nulla: il ritmo è buono e la storia nella media delle pellicole basate sugli intrighi politici, ma ad un occhio maggiormente critico non possono sfuggire delle ingenuità che portano il film ad essere poco più che sufficiente.
VOTO: 2/5
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