Titolo originale: HitmanRegia: Xavier Gens
Sceneggiatura: Skip Woods
Nazionalità: USA, Francia
Anno: 2007
Durata: 100'
Interpreti principali: Timothy Olyphant, Dougray Scott, Olga Kurylenko, Robert Knepper, Ulrich Thomsen, James Faulkner, Henry Ian Cusick
TRAMA: 47 (Olyphant) è un assassino professionista, istruito fin da bambino a svolgere il suo lavoro. Agente della società fantasma chiamata L'Organizzazione, viaggia eseguendo gli omicidi commissionati da clienti internazionali. Quando viene ingaggiato per uccidere il presidente russo Mikhail Belicoff (Thomsen) finisce incastrato dalla sua stessa organizzazione che mette una taglia sulla sua testa. Seguito da un ispettore dell'Interpool e dalla FSB (la polizia russa), viene aiutato da Nika (Kurylenko), prostituta e fidanzata del presidente. L'agente 47 cercherà comunque di portare a termine la sua missione.
CONSIDERAZIONI: Il film è basato sull'omonimo videogioco creato da Eidos Interactive e IO Interactive. Dopo numerose vicende legate alla produzione, tra cui il ritiro del primo candidato ad interpretare l'impassibile agente 47, Vin Disel, il regista Xavier Gens realizza un film pieno di spunti interessanti. Pur molto fedele al gioco, il personaggio mostra dei lati differenti rispetto al suo alter ego digitale: infatti nel film compare un lato umano e una sensibilità abbastanza lontani dal protagonista dei quattro videogiochi, decisamente più freddo e impassibile. Anche se distante dalla realtà digitale, anche l'inserimento della prostituta Nika che scioglie (seppur impercettibilmente) l'animo dell' agente 47, è adeguata all'umanizzazione del personaggio. Sono moltissimi i riferimenti al videogioco: le posture del personaggio e il suo portamento leggermente "dondolante" è proprio analogo a quello digitale; molte ambientazioni sono riprese dalle missioni che hanno divertito migliaia di videogiocatori. Bellissima la scena in cui l'agente 47 irrompe dalla vetrata di una camera d'albergo in cui due ragazzi sbigottiti stanno giocando proprio al celebre videogame. Il protagonista riesce ad uccidere una quantita spropositata di nemici senza mai restare ferito, ma non si ha mai l'impressione di essere davanti al classico film tratto da videogioco: la qualità è decisamente superiore ad altri titoli, come la trilogia di Resident Evil o il quasi inguardabile House Of The Dead (2003) di Uwe Boll, e non ci sono mai gli eccessi spropositati che solitamente il genere comporta. Il lavoro non è per nulla disprezzabile, anche se può venir apprezzato maggiormente dallo spettatore videogiocatore. C'è da dire anche che il videogioco era forse il più adatto da sempre ad avere una trasposizione cinematografica.
VOTO: 2,5/5
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