Titolo originale: Friday The 13thRegia: Sean S. Cunningham
Sceneggiatura: Victor Miller
Nazionalità: USA
Anno: 1980
Durata: 95'
Interpreti principali: Betsy Palmer, Adrienne King, Harry Crosby, Laurie Bartram, Jeannine Taylor, Kevin Bacon, Mark Nelson, Robbi Morgan, Steve
Brouwer
TRAMA: Alcuni ragazzi cercano di rimettere in sesto un vecchio campeggio, Camp Crystal Lake, chiuso anni prima dopo che una giovane coppia fu uccisa da un pazzo mai catturarato. Proprio durante la notte di venerdì 13 giugno il killer torna per continuare la sua opera, uccidendo ad uno ad uno tutti i ragazzi.
CONSIDERAZIONI: Volenti o nolenti si è di fronte ad un pezzo di storia del cinema horror. Assieme ad Halloween di John Carpenter, questo film è il La del floridissimo genere slasher: assassino armato con arma da taglio fa strage di poveri ragazzi ingenui. Tutto torna. Allo stesso modo del precedentemente citato film di Carpenter, anche Venerdì 13 darà seguito ad innumerevoli sequel: ben dieci, con l'undicesimo (che sarà un remake del primo capitolo) previsto per il 2009. Ma non si deve restare abbagliati dai fatti: infatti già questo primo film della saga non è per nulla convincente. Il ritmo, soprattutto nella prima metà, è lentissimo; tutti i ragazzi presenti sono di un ingenuità addirittura fastidiosa; il killer (o meglio LA killer) ha il dono dell'obiquità; nessuno si preoccupa che della scomparsa dei propri amici finchè non si rendono conto di essere rimasti in due. Insomma, un'assurdità dietrro l'altra. Il celebre Jason Voorhees non compare in questo primo film , dove l'assassina si scoprirà essere la madre. Alcune sequenze creano una suspance ammirevole, anche se non riesce mai a reggere il film da sola. Le scene di gore si contano sulle dita di una mano, e sono ben più blande di ciò a cui il cinema horror contemporaneo ci ha abituato. Sean S. Cunningham riesce, così inspiegabilemente, a dare il vita ad un cult che ancora oggi gli appassionati considerano un gioiello. Si può essere certi che il regista non aveva in mente di ottenere un successo così duraturo, considerata anche la realizzazione low-budget. E' da segnalare la presenza di un Kevin Bacon giovanissimo, ben lontano dal sembrare una promessa: a quanto pare, invece, il film gli ha portato bene. Si può dire, anche, per pura curiosità, che la scena con il serpente non era finta: il serpente era vero cosi come era vera la sua morte, dimostrando che il tanto discusso Cannibal Holocaust di Deodato non è in realtà l'unico che meritrebbe di essere criticato per la violenza sugli animali.
VOTO: 2/5
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