giovedì 29 maggio 2008

Hollywood Ending

Titolo originale: Hollywood Ending
Regia: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Nazionalità: USA
Anno: 2002
Durata: 112'
Interpreti principali: Woody Allen, Tèa Leoni, Treat Williams, George Hamilton, Debra Messing, Mark Rydell, Mark Webber, Tiffani-Amber Thiessen

TRAMA: Val Waxman (Allen) è un regista ormai prossimo al fallimento: la passata fama non è più sufficiente a far sopportare ai produttori le sue numerose ossessioni e fisse ipocondriache. La sua ex moglie (Leoni) convince il suo attuale fidanzato Hal Jaeger (Williams), potente magnate cinematografico, ad affidargli la regia di un importantissimo film dal budget esoso. Nel momento dell'inizio delle riprese Waxman si ritrova vittima di cecità psicosomatica causata dallo stress; allo stesso tempo viene spinto dal suo agente (Hamilton) a non rinunciare al lavoro che lo porterebbe definitivamente al fallimento.

CONSIDERAZIONI: Questa pellicola del produttivissimo Woody Allen non fu accolta negli Stati Uniti con molto calore. Al contrario in Europa ebbe un discreto successo. L'idea del regista che, pur colpito da cecità, decide di affrontare comunque le riprese del film, è geniale. Il personaggio di Val Waxman si incolla perfettamente alla personalità recitativa di Allen, che anche in questo caso non risparmia i suoi caratteristici schizzi nevrotici. C'è da dire che la trama presenta dei punti un po' pedanti e statici, dove si ha l'impressione che l'immancabile risata non sia sufficiente a colmare i vuoti lasciati da uno sviluppo dal ritmo dilatato. Il finale è quanto di più telefonato ci si potesse aspettare; ma d'altronde il titolo è esplicativo: Finale Hollywoodiano (t.d.r) non può che portare ad classico lieto fine tanto amato dal cinema americano. In realtà è un mezzo lieto fine? No. Allen interpreta un personaggio che ormai porta sulle spalle gli anni dello stesso attore e quindi non stupirebbe una pensione forzata, mentre la riconquista dell'amore appare il traguardo più ambito e giusto. Anche in questo caso è necessaria una critica: infatti dopo tempi a tratti eccessivamente dilatati, si arriva ad una conclusione forse troppo affrettata e, per così dire, liscia. Fantastiche le parti in cui è presente il direttore della fotografia cinese, esperto tecnico del cinema di regime.
Il film, come spesso succede nei lavori di Allen, è tutto incentrato sull'unico personaggio principale che domina la scena in modo incontrastato: le battute e le situazioni interessanti sono tutte rette dal genio Woody, che lascia poco spazio ad altre gag spin-off. Complessivamente un film spassoso e divertente che però non riesce a salvarsi da errori di percorso che potevano renderlo senza dubbio migliore.

VOTO: 3/5

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