lunedì 5 maggio 2008

Il Treno Per Darjeeling

Titolo originale: The Darjeeling Limited
Regia: Wes Anderson
Sceneggiatura: Wes Anderson, Roman Coppola, Jason Schwartzman
Nazionalità: USA
Anno: 2007
Durata: 91'
Interpreti principali: Owen Wilson, Adrien Brody, Jason Schwartzman, Amara Karan, Wallace Wolodarsky, Waris Ahluwalia

TRAMA: Tre fratelli completamente diversi e decisamente poco legati si ritrovano su un treno diretto a Darjeeling su invito del maggiore, Francis (Wilson), per compiere assieme un percorso spirituale di riavvicinamento. Le diversità e le molte stravaganze si faranno sentire.

CONSIDERAZIONI: Il film è stato vincitore del Leoncino D'Oro alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 2007. Le ragoni che lo hanno portato a questo successo risiedono nella capacità di affrontare temi complessi, come i rapporti famigliari, la religione e il viaggio attraverso "l'esotico" con ironia e originalità. I tre fratelli rappresentano il deterioramento dei rapporti famigliari nella società contemporanea occidentale, causato non dall' incomprensione, ma dall'eccessivo egoismo. Ognuno mantiene i propri segreti non fidandosi mai completamente del parente vicino. Soprattutto l'inizio del film, appare come un calibratissimo scontro fra personalità, dove lo studio dell'altro per la preservazione della propria individualità è fondamentale. Anche l'estroverso Francis, dopotutto, non riesce mai ad essere completamente sincero con i fratelli, disposto anche a tramare alle loro spalle per raggiungere lo scopo prefissato: ritira il passaporto dei fratelli per evitare che fuggano, nasconde la volontà di raggiungere la madre ritiratasi in un convento e, sopprattutto, non si tira mai indietro dal rinfacciare al fratello Peter di aver preso possesso di alcuni effetti personali del padre defunto, pur essendo apparentemente il più solido economicamente (gli rubano una scarpa da tremila dollari e regala una cintura da seimila!). Jack, inverce, è il più introverso dei tre: con una storia d'amore travagliata ancora in via di assestamento, non si tira indietro davanti alla possibilità di possedere sessualemente la bella hostess, Rita, non tanto per far del male alla sua ragazza (o ex... difficile a dirsi) ma per difendere, ancora una volta, se stesso; raramente racconta ai fratelli cosa gli capita nella vita, ma si esprime attraverso racconti scritti che narrano palesemente fatti capitati a lui in prima persona, pur sostenedo di aver usato personaggi immaginari. Peter è in fuga dalla moglie incinta, incapace di affrontare quelle che sono le sue responsabilità. Preferisce passare del tempo con i fratelli di cui non si fida, piuttosto che assistere la moglie negli ultimi mesi di gravidanza.
Ben congegnato anche il significato simbolico dei bagagli: le valige ereditate dal padre, che i tre si portano dietro durante tutto il viaggio, sono infatti simbolo delle barriere che li dividono, pesante fardello che rappresenta incomprensioni familiari sedimentate. L'abbandono progressivo (fino a quello totale nel finale) del bagaglio simboleggia il mutamento dei rapporti fra fratelli, che si rafforza giorno dopo giorno. Costretti a condividere le medesime esperienze, a volte anche tragiche (come la morte del ragazzino che tentano di salvare dall'annegamento), finiranno con l'imparare a comprendersi oltre che ad accettare se stessi e gli altri.
Il lavoro di Anderson ha classe e dimostra di non aver lasciato nulla al caso. Riesce ad animare un film di notevole spessore con gag mai squallide e, seppur ironiche, cariche di significato. Apprezzabile l'interpretazione dei tre protagonisti. A volte, purtroppo, il film è costretto ad avere un ritmo troppo lento e, a tratti, noioso. Questo è da imputare all'importanza dei temi trattatti, che non sempre permettono leggerezza e brio, soprattutto quando c'è la volontà di non essere superficiali. E' da segnalare un cameo di Bill Murray nei panni di un passeggero che perde il treno. Prima del film viene presentato il cortometraggio Hotel Chevalier, che funge da prologo alla pellicola. Questo infatti mostra Jack (sempre interpretato da Schwartzman) che, dopo essersi ritirato a vivere in un hotel parigino dopo la fine di tormentata storia d'amore, riceve la visita della sua ex. Fantastico lo scambio di battute, tra i due, a letto. Il corto non ha accompagnato il film in tutti i paesi dove è stato priettato, ma solo in alcuni. In internet questo prologo ha avuto un notevole successo grazie soprattutto al primo nudo della Portman sullo schermo (tra l'altro abbastanza deludente e chiaccherato).

VOTO: 3/5

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