Titolo originale: Eastern PromisesRegia: David Cronenberg
Sceneggiatura: Steven Knight
Nazionalità: USA, Gran Bretagna, Canada
Anno: 2007
Durata: 100'
Interpreti principali: Viggo Mortensen, Naomi Watts, Vincent Cassel, Armin Mueller-Stahl, Sinead Cusack, Donald Sumpter, Jerzy Skolimowski
TRAMA: Una ragazza quattrodicenne muore nel dare alla luce sua figlia. Anna Khitrova (Watts), ostetrica dell'ospedale, dopo aver trovato il diario della giovane in cui racconta la sua storia, decide di saperne di più per poter restituire alla famiglia la neonata. Entra in contatto con il boss della mafia russa londinese, Semyon (Mueller Stahl) per farsi aiutare nella traduzione del diario che è scritto in russo. Inconsapevolmente viene coinvolta nel giro della malvita dell'organizzazione criminale Vory V Zakone, dove emergono il figlio del boss Kirill (Vincent) e il suo autista personale Nikolai (Mortensen), personaggio ambiguo e attratto da Anna.
CONSIDERAZIONI: Questo è il secondo film in cui tornano a lavorare assieme il regista David Cronenberg e Viggo Mortensen, dopo A History Of Violence del 2005. Mortensen è riuscito ad aggiudicarsi la nomination all'oscar per l'edizione degli Accademy Awards 2008, statuetta finita poi nelle mani di Daniel Lee Lewis. Certamente non ci si sarebbe stupiti se l'avesse vinto il buon ex-Aragorn. La sua interpretazione è magistrale: riesce a trasmettere contemporaneamente freddezza e sensibilità facendo emergere perfettamente quello che il suo personaggio (tra l'altro incredibilemente complesso) doveva mostrare. E' indiscusso protagonista del film, senza nulla togliere alle pur ottime intepretazioni di Cassel, Watts e Stahl. La storia è avvincente e crudele: i tasselli del puzzle si recuperano minuto dopo minuto, scoprendo che la quattordicenne morta era stata in realtà stuprata e messa in cinta da Seymon per dimostrare al figlio "come si deve domare un cavallo". La narrazione passa attraverso i dolori della giovane, raccontati tramite le pagine del suo diario, senza mai ricorrere a banali flashback. Cronenberg mostra qualche elemento della sua passata esperienza cinematografica di regista horror, non risparmiandosi di mostrare dettagli forti come dita tranciate o sgozzamenti in primo piano. Il personaggio maggiormente carico di sfacettature è senza dubbio quello di Nikolai, del quale è sempre difficile capire le reali intenzioni. Il colpo di scena finale è efficace, e tende a riscattare Nikolai dall'alone negativo che lo caratterizza durante tutto il film. Ma l'ambiguità di Nikolai è funzionale al tema portante del film, che vuole appianare le differenze tra bene e male. Anche quando, nel finale, si scopre la vera identità di Mortensen-Nikolai resta confuso il suo ruolo, sempre bilico tra positività e negativita. I mezzi usati dall'agente infiltrato finiscono spesso per confondersi con quelli del suo alter-ego mafioso. Anche dopo essere stato tradito dallo stesso boss per cui lavora e quasi ucciso da un organizzazione rivale non rinuncia alla sua missione, accettando stoicamente il suo destino. Un po' fuori luogo, forse, il bacio finale tra la bella Anna e il finto duro Nikolai, che inserisce un elemento senza sviluppo. Il film può essere senza dubbio considerato uno dei migliori lavori del regista canadese, superiore anche al già ottimo A History Of Violence, grazie anche ad un attore in continua crescita come Viggo Mortensen.
VOTO:3,5/5
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