sabato 15 marzo 2008

Jesus Christ Superstar

Titolo originale: Jesus Christ Superstar
Regia: Norman Jewison
Sceneggiatura: Melvyn Bragg, Norman Jewison
Nazionalità: USA
Anno: 1973
Durata: 108'
Interpreti principali: Ted Neeley, Carl Anderson, Yvonne Elliman, Barry Dennen, Bob Bingham, Larry Marshall, Josh Mostel, Kurt Yaghjian, Paul Thomas

TRAMA: Vengono narrati da un gruppo di hiuppie gli ultimi sette giorni della vita di Cristo, dall'entrata a Gerusalemme fino alla resurrezione.

CONSIDERAZIONI: Quando si parla di Jesus Christ Superstar si può esser certi di avere di fronte un pezzo di storia. Il film, basato sul musical teatrale scritto da Tim Rice e Andrew Lloyd Webber, dimostra un'originalità quasi unica. Super criticato, e allo stesso tempo amato, questo musical dimostra tutte le qualità necessarie per essere unico nel suo genere, come l'ottimo Rocky Horror Picture Show (1975) diretto da Jim Sharman. Carl Anderson, che interpreta Giuda nel film, ha raggiunto la popolarità ed è diventato un'icona interpretando il suo personaggio, tanto da spingerlo a continuare nel musical teatrale. Tutti gli interpreti dimostrano doti canore di alto livello e la recitazione, anche se spesso sopra le righe, risulta davvero adatta al contesto. Geniale l'inserimento di elementi contemporanei (ovviamente degli anni '70) nell'ambientazione d'epoca, come gli arei, i carri armati e le impalcature, oltre ai costumi molto teatrali e alla scenogafia recuperata da rovine nel deserto. Le musiche sono perfette e l'atmosfera un po' surreale, che a volte fa sorridere, non risulta mai fuori luogo. Inutili le polemiche su una presunta mancanza di rispetto per le scritture e il personaggio di Gesù, atte solo a contrastare un film molto accattivante che, pur ironicamente, riesce a dare una personale interpretazione dei testi biblici senza mai uscire dalla storia-leggenda. Il rock delle canzoni è "sporco" e movimentato; gli hiuppie a volte, soprattutto visti oggi, appaiono un po' pittoreschi: ma sono un elemento fondamentale per il contesto e il senso della pellicola, che voleva (e vuole) avvicinare anche un pubblico giovane a quelli che sono i dogmi di una fede religiosa tra le più diffuse, dimostrando che anche una generazione di "depravati", come venivano considerati una volta i giovani hiuppie dai ben bensanti americani, poteva avere una propria visione su un argomento fondamentale. Quindi non solo sesso e droga... ma di certo molto rock'n'roll.

VOTO: 4,5/5

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