lunedì 17 marzo 2008

Non E' Un Paese Per Vecchi

Titolo originale: No Country For Old Men
Regia: Joel e Ethan Coen
Sceneggiatura: Joel e Ethan Coen
Nazionalità: USA
Anno: 2007
Durata: 122'
Interpreti principali: Josh Brolin, Javier Bardem, Tommy Lee Jones, Woody Harrelson, KellyMcDonald, Garret Dillahunt, Tess Harper, Barry Corbin, Rodger Boyce

TRAMA: Llewelyn Moss (Brolin), cacciatore nel deserto Texano, trova una valigetta contenente 2 milioni di dollari, frutto di uno scambio, finito nel sangue, per una partita di droga tra messicani. Sulle sue tracce si metteranno il killer psicotico Anton Chigurh (Bardem), deciso a recuperare i soldi, e lo sceriffo Ed Tom Bell (Jones), ad un passo dalla pensione ed incapace di adattarsi alla violenza contemporanea. La scia di sangue sarà molto lunga.

CONSIDERAZIONI: Il film, basato sull'omonimo romanzo di Cormac McCarthy è stato l'indiscusso trionfatore dell'80ma celebrazione per gli Oscar. Quattro premi vinti: miglior film, miglior regia, miglior attore non protagonista (Bardem) e miglior sceneggiatura non originale. Per chi vede il film dall'Italia è molto difficile giustificare tutti i premi oscar vinti. Ma per un americano è più che giusto. Infatti, americano, lo è molto anche il fim. I protagonisti sono lo stereotipo del ruolo che incarnano, senza alcuna eccezione: lo sceriffo Bell-Jones è un poliziotto vecchia maniera, cresciuto con gli idoli dei suoi colleghi passati che non avevano neanche bisogno di girare armati, incapace di reagire alla violenza dilagante che investe gli Stati Uniti degli anni '80 (che sono poi degenerati fino ad oggi!), pieno di principi e sentimenti inadatti all'America contemporanea del tempo; Chirugh-Badem è l'emblema della degenerazione: violento, sadico, privo di espressività e schiavo dell'avidità, immagine perfetta di un'America malata e vicina ad un punto di non ritorno; Moss-Brolin rappresenta il ceto medio- basso, anche un po' emarginato, che non può abbandonare la possibilità di cambiare vita, anche a costo di perderla: l'avidità diventa necessaria per la sopravvivenza (non a caso la morte giungerà nel momento in cui cede ai sentimenti). Javier Bardem è davvero bravo ad interpretare il ruolo dello psicopatico, ed è l'unico oscar del film con cui concordo senza riserve. L'ambientazione nel deserto texano, aderente al soggetot originale di McCarthy, riesce a trasmettere le giuste sensazioni: desolazione e tristezza. Il deserto del Texas è location anche per il film di Paul Thomas Anderson, Il Petroliere: i fratelli Coen, infatti raccontano, come una forte esplosione e una nube di fumo nero sullo sfondo abbia rovinato la loro scena. Era infatti l'esplosione del pozzo petrolifero sul set del fim di Anderson, girato in contemporanea a pochi chilometri di distanza.
Una scelta molto discutibile, è la volontà dei Coen di non voler utilizzare alcuna colona sonora, volendo lasciare spazio ai rumori di sottofondo che accrescono la tensione. In realtà questo poteva andare bene in un film molto parlato, cosa che questo Non E' Un Paese Per Vecchi non è di certo. Anzi, durante la prima parte i silenzi sono eterni e l'assenza di musica appesantisce la scena, risultando a tratti troppo noioso.
Sono state mantenute volutamente dai Coen le morti fuori campo, proprio come avviene nel libro di McCharty. Lo scrittore ha anche assistito ad alcune riprese quando il set si era spostato in New Mexico (stato in cui vive), senza mai intralciare il lavoro dei fratelli ora premi oscar.
E' indubbio come il film abbia voluto trattare un tema sociale, come quello della violenza, molto caro al paese d'oltreoceano. Il personaggio dello sceriffo, infatti, è abbastanza superfluo al fine della narrazione, ma non lo è per quello della morale. Sia l'introduzione iniziale, sia il discorso finale con il parente in sedia a rotelle, vogliono esplicitare le sensazioni e il senso di impotenza che prova lo sceriffo Bell, come del resto moltissimi americani, davanti alla società contemporanea violenta e amorale, dove l'esagerzione non porta più ad alcuna reazione, ma solo all'assuefazione. Allo stesso tempo anche Chirugh ha i suoi principi e ideali: quelli della società nuova, per l'appunto, violenta e spietata, avida e senza scrupoli. Ricordiamo comunque, come non tradisca mai una parola data: lo si vede nella scena della moneta con il benzinaio e nell'esecuzione finale per la moglie del defunto Brolin, vittima di un gioco troppo grande per lui. La morte di Brolin può venir vista come metafora di morte della vecchia società, uccisa dall'era contemporanea carica di odio e violenza.
Il film complessivamente è bello ed interessante, soprattutto perchè si presta molto ad un'attenta analisi della società americana. Però, per chi non è americano, gli elementi appaiono a volte estranei ed esagerati, raggiungendo a volte situazioni paradossali. Carina la scena in cui Chirugh-Bardem si medica da solo, che non può non far tornare alla memoria l'autoriparazione dell'androide Terminator nel primo capitolo della saga.

VOTO: 3/5


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Film che ha vinto l'oscar sicuramente per la trama prettamente "americana", e ne da uno spaccato feroce quanto, a mio parere, limitato. Oscar meritato a Bardem, perfetto assassino spietato, che non ci regala una espressionediversa da quella che vediamo nel primo fotogramma in cui compae. Nel complesso la regia è piatta, anonima, inespressiva, forse per sottolineare, fino all'esasperazione, l'incedere claudicante dei protagonisti. Stella luminosa è stato sicuramente lo sceriffo Tommy Lee Jones, che con il suo sarcasmo si è aggiudicato il merito di avere donato al film la sottile ironia che rallegra i film dei Cohen.

Anonimo ha detto...

A mio avviso il film ha meritato tutti gli oscar che ha vinto e, personalmente, gli avrei assegnato anche quello per la miglior colonna sonora! Trovo infatti che la scelta di non metterne alcuna sia azzeccatissima. Bardem è strepitoso nella sua parte e l'ho sempre apprezzato anche in pellicole precedenti. Sarei stato più generoso con il voto.