Titolo originale: Michael ClaytonRegia: Tony Gilroy
Sceneggiatura: Tony Gilroy
Nazionalità: USA
Anno: 2007
Durata: 119'
Interpreti principali: George Clooney, Tilda Swinton, Tom Wilkinson, Sidney Pollack, Michael O'Keefe
TRAMA: Michael Clayton (Clooney) è un brillante avvocato con molti problemi personali. Specialista negli affari "sporchi" interviene per aiutare l'amico Arthur Edens (Wilkinson), avvocato con problemi maniaco depressivi che ha deciso di non proteggere più la United Northfield, azienda della quale gli è stata affidata la difesa, accusata di aver causato la morte di oltre 400 persone per mezzo del loro diserbante. Ma l'amministratrice legale dell'azienda, Karen Crowder (Swinton), è pronta a tutto per non far trapelare la verità sui fatti.
CONSIDRAZIONI: Il film, presentato alla 64a Mostra D'Arte Cinematografica Di Venezia, racconta la storia di un avvocato in crisi privata e lavorativa. Divorziato e con il vizio per il gioco d'azzardo, si ritrova indebitato fino al collo per un mancato affare e costretto a svolgere un lavoro per il quale non si sente più adatto. Clooney veste infatti i panni di un uomo tormentato dalle vicende, incapace di aiutare un amico in difficoltà tanto quanto è incapace di aiutare se stesso ad uscire da una situazione che ormai sembra schiacciarlo senza via d'uscita. Con il procedere del film i toni diventano sempre più cupi e malsani, smascherando quelli che sono i giochi di potere ai quali troppo spesso la legge è costretta a piegarsi. Ma la volontà di riscatto da parte di Clayton riuscirà a fermare la spietata Karen/Swinton.
Il film è lento e a tratti fin troppo macchinoso, ma è indubbia la qualità della trama e della caratterizzazione dei protagonisti. Bravi Clooney e Wilkinson, mentre è un po' inspiegabile l'oscar conferito a Tilda Swinton come miglior attrice non protagonista, considerato il ruolo davvero marginale e poco convincente del personaggio (apparirà forse per un totale complessivo di cinque minuti). Non è la prima volta che il cinema tratta l'argomento dei sotterfugi in campo legale, ma nonostante questo Gilroy riesce a riproporlo con eleganza e coerenza. Vengono mostrate persone che lavorano appositamente per gestire affari poco puliti; organizzazioni atte a coprire e proteggere gli interessi di terzi arrivando anche all'omicidio, se necessario; aziende e studi legali disposti a tutto pur di conservare l'apparenza. Bella l'idea simil-pulp di iniziare in medias res sfruttando poi la ricostruzione a puzzle temporale. Sfruttando un ottimo cast e una buona sceneggiatura, Gilroy riesce a dar vita ad un film dalle mille sfacettature, complesso e articolato, dove la realtà viene messa davanti allo schermo con tutta la sua spietata crudeltà.
VOTO: 3/5
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