lunedì 24 marzo 2008

Onora Il Padre E La Madre

Titolo originale: Before The Devil Knows You're Dead
Regia: Sidney Lumet
Sceneggiatura: Kelly Masterson
Nazionalità: USA
Anno: 2007
Durata: 120'
Interpreti principali: Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Marisa Tomei, Albert Finney, Amy Ryan, Sarah Livingstone
TRAMA: Due fratelli, Andy (Hoffman) ed Hank (Hawke), entrambi con problemi di soldi, decidono di rapinare la gioielleria di famiglia, contando di sistemare i loro problemi senza far del male a nessuno, visto che l'assicurazione avrebbe risarcito il rubato. Ma qualcosa andrà storto.
CONSIDERAZIONI: Sidney Lumet riesce a confezionare un film decisamente complesso: questo non significa, comunque, completamente convincente. Anzi. Il montaggio è molto originale e opta per l'opzione ricostruzione: infatti il film si apre subito con l'evento portante (la rapina) per poi ricostruire con prospettive diverse e salti temporali il pre e post vicenda. Hoffman dimostra, come sempre, di essere un ottimo attore, supportato da un Hawke e una Tomei decisamente di buon livello. Vedendolo così è interessante, ma poi iniziano anche i lati negativi: tempi più che dilatati rendono lo svolgimento troppo pesante; anche il variare dei punti di vista perde talvolta di efficacia di fronte ad una ripetizione costante dello stesso evento. Questo montaggio risulta essere, infatti, un'arma a doppio taglio: vero che l'originalità non manca e lo stile della ricostruzione ha il suo fascino, soprattutto quando viene svolto con classe da un regista navigato; allo stesso tempo, però, l'inizio in medias res sul punto più caldo del film (questo soprattutto nella prima parte) rende gli eventi pre-rapina poco interessanti, mostrando una meticolosità nella ricostruzione che infastidice nel momento in cui c'è poca presa nella narrazione.
Il soggetto è senz'altro di spessore. Nel film i personaggi vengono messi completamente a nudo, mostrando tutti i punti deboli che finiscono per diventare il dramma dei due protagonisti principali. Colpa della società o dell'individuo incapace di rialzarsi in modo pulito? Non c'è dubbio: la colpa è distribuita in parti uguali. L'esasperazione dei due uomini fa perdere loro la consapevolezza che riesce a distinguere il bene dal male, non trovando nel loro gesto nulla di troppo sbagliato. Questo film vuole anche essere prova di quanto le cose possano effettivamente peggiorare anche quando sembrano già irrecuperabili. Poco apprezzabile il finale in cui peggiore dei due soggetti riesce a farla franca; infatti Andy, per quanto possa sembrare il più cattivo, è in realtà quello che si è trovato davanti agli ostacoli più grandi, dovendo sopportare durante l'infanzia le poche attenzioni datogli dai genitori. Per Andy la famiglia non è una cosa così intoccabile, tanto che nel finale solo la sfortuna (o fortuna?) gli impedirà di uccidere il fratello, che nel frattempo ne approfitta per scappare con il bottino. Il padre (interpretato dall'ottimo Finney) finirà per scaricare la sua rabbia solo sul figlio che, in fin dei conti, aveva sempre detestato.
Insomma, il film riesce a salvarsi solo a metà: scelte registiche differenti avrebbero forse potuto dare un valore maggiore ad un soggetto molto elaborato e profondo.
VOTO: 2,5/5

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