martedì 1 aprile 2008

Molto Incinta

Titolo Originale: Knocked Up
Regia: Judd Apatow
Sceneggiatura: Judd Apatow
Nazionalità: USA
Anno: 2007
Durata: 129'
Interpreti principali: Seth Rogen, Katherine Heigl, Leslie Mann, Paul Rudd, Jay Baruchet, Jonah Hill, Jason Segel, Martin Starr, Alan Tudyk
TRAMA: Alison (Heigl) è una ragazza in carriera che lavora per un importante network televisivo e vive con la sorella Debbie (Mann), sposata con due figlie. Quando ottiene una promozione sul lavoro, decide di festeggiare con la sorella in un locale, dove conosce Ben (Rogen), ragazzo che conduce una vita sregolata e dissoluta assieme ai suoi amici, privo di qualsiasi responsabilità e scopo. Completamente ubriachi passano la notte assieme. Pur essendosi resa conto dell'errore fatto e decisa a non rivedere mai più Ben, Alison, a breve, scopre di essere rimasta incinta.
CONSIDERAZIONI: Judd Apatow dimostra di essere in grado di trasformare una classica american-comedy in un film non privo di spessore. Il tema è molto delicato, e a volte si ha l'impressione che il film punti un po' troppo all'aspetto moralistico: la ragazza decide di non abortire molto convinta, senza particolari riflessioni; i due ragazzi iniziano a frequentarsi seriamente per il bene del bambino che dovrà nascere, cercando di trovare l'amore (e finiscono per trovarlo); entrambi si caricano di responsabilità senza mai avere il dubbio o l'egoismo che, purtroppo, nella società attuale si incontra spesso. Insomma, il modo in cui viene girato non nasconde una venetta di perbenismo americano. Però non si deve dimenticare che ci si trova pur sempre di fronte ad una commedia e non ad un tragi-dramma. Pur essendo a tratti impegnato non nega mai un sorriso.
Ben e Alison rappresentano il modello perfetto di chi affronta la vita con i suoi imprevisti, reagendo positivamente a ciò che il destino li mette di fronte: lui al momento giusto riesce a prendere la forza di cambiare vita, mollare gli amici e prendersi le sue responsabilità; lei cerca umanamente di salvare carriera e vita privata, ma senza mai anteporre la prima alla seconda. Entrambi riescono a vedere la gravidanza come un cambiamento che li porterà inevitabilmente a modificare la loro vita. Alison prima, Ben dopo. Ma entrambi ce la faranno. Anche i personaggi di Debbie e Pete incarnano perfettamente lo stereotipo del personaggio che interpretano: lei responsabile e un po' troppo aggressiva, lui eterno Peter Pan che non riesce a rinunciare ai suoi divertimenti, anche se a discapito della sua famiglia. Ma anche Pete, come Ben riuscirà ad accettare il cambiamento, dimostrando come il matrimonio non è necessariamente il vero punto di maturità: questo, infatti, può anche arrivare successivamente. Le tappe che la società ci presenta come riti di passaggio non sono necessariamente sempre vincolanti ad una modifica individuale. Il cambiamento individuale deve avvenire per mezzo della maturità, che non sempre è concomitante con uno dei passaggi formali, obbligati o meno, che la società ci impone.
Una commedia che colpisce nel segno, senza mai diventare frivola o demenziale.
VOTO: 3/5

1 commento:

Paolo Nardi ha detto...

Boom fenomenale ai botteghini statunitensi, avendo suscitato le ire dei liberal più convinti, stufi di questi film antiabortisti ed eticamente scorretti, questa brillante commedia è passata inosservata dalle nostre parti, dove nessuno ha pensato bene di dedicarci un po’ di tempo o di spazio (si sa, un film potrebbe rivelarsi una grave minaccia per la mente di molti giovani). Drammatico errore, perché “Molto incinta” (pessima traduzione dell’originale “Knocked Up”, ma si sa, noi italiani siamo dei geni nel dare i titoli alle commedie…) è davvero un bel film. Divertente senza essere becero, dolce senza cadere nella melassa, addirittura capace di far pensare. Infatti la morale che sottende all’intera vicenda (la ragazza messa incinta che vuole tenere il figlio e il padre bietolone nullafacente che non solo accetta la decisione, ma soprattutto mette la testa a posto) invita al coraggio e all’assunzione di responsabilità come ormai nessun film è più in grado di fare (troppo rischioso), e ha valore anche per la sorella della protagonista, forse troppo maniacale e incapace di dedicare la giusta attenzione alle necessità del marito. Forse la parte del viaggio dei due uomini a Las Vegas è un po’ didascalica, ma Apatow azzecca il ritmo, le gag (fenomenale quella delle sedie a rotelle in ospedale) e gli interpreti (eccellenti i due protagonisti, addirittura straordinaria la scalcagnata banda di caratteristi che li circonda). Insomma, una rivelazione.