giovedì 13 marzo 2008

Grindhouse - Planet Terror

Titolo originale: Planet Terror
Regia: Robert Rodriguez
Sceneggiatura: Robert Rodriguez
Nazionalità: USA
Anno: 2007
Durata: 105'
Interpreti principali: Rose McGowan, Freddy Rodriguez, Marley Shelton, Josh Brolin, Michael Biehn, Naveen Andrews, Mihael ParksJerili Romeo, Tom Savini, Rebel Rodriguez, Carlos Gallardo, Electra Avellan, Elise Avellan, Quentin Tarantino, Stacy Ferguson, Jeff Fahey, Bruce Willis
TRAMA: In seguito alla diffusione di un gas mutante, la popolazione del Texas (e in seguito di tutti gli Stati Uniti) inizia a trasformarsi in mostruosi zombi cannibali. In questo contesto si intreccieranno le vicende di diversi personaggi: la go go dancer Cherry (McGowan), il misterioso El Wray (Rodriguez), il pazzo dottor Block (Brolin) con la moglie lesbica Dakota (Shelton), lo sceriffo Hague (Biehn) e il pittoresco fratello J.T. (Fahey). Sarà l'inizio di una carneficina.
CONSIDERAZIONI: Questo film è l'altra metà che completa il progetto originale Grindhouse uscito in Italia diviso in due a causa dello scarso successo in terra statunitense. Dopo il pessimo A Prova Di Morte diretto da Tarantino, il film di Rodriguez (in realtà precedente all'altro nel montaggio originale) dimostra un livello decisamente più alto. La riproposizione dello stile Z Movie da drive-in degli anni '70, dove regnavano i film d'exploitation, risulta decisamente riuscita. La violenza esagerata, la carne macinata e la recitazione sempre di cento metri sopra le righe fanno di questo film un parodia seriosa davvero delirante e ben confezionata. I protagonisti non si prendono sul serio, la storia non si prende sul serio e così neanche il regista. Gli effetti speciali sono ben fatti ma volutamente di bassa levatura, proprio per rimarcare l'atmosfera che regnava negli exploitation driveniani. Intepreti decisamente adatti al film. Le scene assurde e ridicole si sprecano, come la serietà con cui il famigerato El Wray cavalca e impenna una minimoto che lo dovrà portare in salvo dagli zombi assassini. Geniale la trovata del fucile al posto della gamba per la bella Cherry.McGowan, che riesce ad essere ironica e mai banale. Fantastico caratterista anche Fahey, che nell'interpretare il suo grigliatore texano J.T. dimostra grandissima espressività e capacità nell'interpretare lo stereotipo.
Rodriguez dirige questo film nel modo giusto, riuscendo a trasmettere l'effetto desiderato, senza mai perdere lo smalto durante la proiezione, cosa che purtroppo Tarantino in A Prova Di Morte non è riuscito a fare. A differenza del precedente, questo Planet Terror ha mantenuto il montaggio americano, riuscendo ad inserire all'inizio anche uno di quei tanto rimpianti fake trailer che dovevano rendere giustizia al prodotto completo.
VOTO: 3/5

1 commento:

Paolo Nardi ha detto...

Credo che la cosa peggiore che potesse capitare a Grindhouse fosse proprio la separazione in due capitoli distinti. In questo modo, quello che si sarebbe potuto presentare come un film lunghissimo ma demenziale e divertente (compresi i finti trailer come l’eccezionale “The Warewolf Woman of the SS” di Rob Zombie, usciti negli Stati Uniti e reperibili su internet) è stato invece presentato in due capitoli che, presi singolarmente, non hanno molto da dire. Tarantino ha prodotto un episodio la cui prima parte è del tutto inutile e fine a sé stessa (facendo solo un po’ meglio nella seconda), Rodriguez invece parte a razzo con il finto trailer di “Machete” (la cosa migliore del film) e poi mette in scena un fantahorror delirante in cui la credibilità va a passeggio e il divertimento è stiracchiato (e limitato a qualche scena geniale come quella del protagonista che tira fori dal bagagliaio una moto microscopica con cui poi si esibisce in esibizione alla Steve McQueen). Per carità, non che si pretenda la verosimiglianza, ma il tutto sa troppo di posticcio ed esagerato, che forse avrebbe un senso solo nel contesto del progetto originario. Inutile (e ancor più delirante del film in sé e per sé) imbastire discorsi sociologici sulla presunta nocività di film del genere o atteggiarsi da cinefili nell’esaltazione del postmoderno: si tratta di cinema innocuo e fine a sé stesso, che si nutre di citazioni senza proporre alcunché di nuovo (l’idea dei reietti che salvano il mondo dagli zombie o da chi per loro è stravista), ipervitaminizzato e grottesco come d’altra parte è nel dna del regista. Naturalmente, per ricreare il glamour delle pellicole a basso costo degli anni Settanta, sono stati utilizzati tutta una serie di trucchi come le sfocature e le macchie sulla pellicola, oltre all’immancabile episodio del rullo mancante. Il classico film che diverte molto di più il regista e gli attori che vi hanno recitato piuttosto che gli spettatori.

Voto: 2/5