giovedì 21 febbraio 2008

Die Hard 4.0 - Vivere O Morire

Titolo originale: Live Free Or Die Hard
Regia: Len Wiseman
Sceneggiatura: Mark Bomback
Nazionalità: USA
Anno: 2007
Durata: 130'
Interpreti principali: Bruce Willis, Timothy Olyphant, Maggie Q, Justin Long, Mary Elisabeth Winstead, Kevin Smith, Cliff Curtis, Jonathan Sadowski, Edoardo Costa

TRAMA: John McClane (Willis) questa volta dovrà vedersela con Thomas Gabriel (Olyphant), terrorista informatico che ha l'intenzione di mettere in ginocchio gli Stati Uniti. Potrà contare sull'aiuto di Matthew Farrell (Long), giovane hacker che ha inconsapevolmente aiutato il terrorista a minacciare il paese.

CONSIDERAZIONI: Il vecchio zio McClane (o forse sarebbe meglio dire nonno!) torna a far danni dopo dodici anni dall'ultimo Die Hard - Duri A Morire diretto da John McTiernan. Il regista di Underworld e Underworld: Evolution ripesca il personaggio del poliziotto newyorkese più duro e casinista d'America. E' abbastanza evidente che più di una reale ispirazione artistica, ha contato molto il fattore commerciale. La storia non è delle più originali: sfodera infatti un non troppo cattivo nemico-terrorista che tanto spaventa gli Stati Uniti nell'era post 11 settembre. Willis è sempre il duro un po' sfortunato che capita sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato, come fu per il grattacielo della Nakatomi fin dal primo capitolo della serie, ormai datato 1988. Ma l'ironia e il modo di fare mi piego ma non mi spezzo di Willis-McClane riescono sempre ad essere efficaci. Certo l'episodio mostra le rughe di un protagonista non più giovanissimo e di una storia tutt'altro che fresca. Il fascino però resta indiscutibile per gli amanti della serie (di cui confesso fare parte): impagabili le funamboliche imprese impossibili del protagonista, che in questo episodio, tra le altre mille cose, riesce addirittura ad abbattere un elicottero con un'auto. L'adrenalina non manca, come il ritmo che riesce sempre ad essere serrato. Non brilla certo per innovazione ed inventiva, ma è un film che conserva la sua genuinità anche sopo vent'anni dall'inizio. Willis è sempre impeccabile quando si tratta di distruggere e scherzare; McClane sembra proprio il personaggio tagliato su misura per lui. E si vede.
Purtroppo però non riesce a staccarsi da quella che è la media (sotto l'aspetto della sceneggiatura) dei film d'azione. La tendenza è un po' quella di ubriacare lo spettatore con termini super-tecnologici e concetti incomprensibili per non dover spiegare e giustificare con troppa accuratezza quello che accade, salvando anche eventuali buchi di sceneggiatura. Ma come dire, sarà anche un discorso affettivo, però McCLane resta sempre McClane.

VOTO: 2,5/5

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