lunedì 11 febbraio 2008

La Casa Del Diavolo

Titolo originale: The Devil's Rejects
Regia: Rob Zombie
Sceneggiatura: Rob Zombie
Nazionalità: USA, Germania
Anno: 2005
Durata: 109'
Interpreti principali: Sid Haig, Bill Moseley, Sheri Moon Zombie, William Forsythe, Ken Foree, Leslie Easterbrook, Matthew McGrory

TRAMA: La fattoria dove vive la famiglia Firefly, soprannominata dai media locali "I Reietti Del Diavolo", viene assediata dalla polizia. Dopo una sanguinosa sparatoria, Otis (Moseley) e sua sorella Baby (Moon Zombie) riescono a fuggire, mentre madre Firefly viene catturata. I due inizieranno la fuga attraverso il Texas assieme al padre, il clown Captain Spaulding (Haig), inseguiti dal tenace sceriffo Wydell (Forsythe), fratello di una delle vittime della famiglia.

CONSIDERAZIONI: A due anni dal precedente La Casa Dei 1000 Corpi (2003), Rob Zombie riesce a confezionare un seguito per nulla inferiore al primo. Il genere cambia di molto: l'ambientazione claustrofobica di casa Firefly viene sostituita dalle deserte campagne texane, la regia a collage diventa lineare ma ugualmente efficace. Molti dei classici elementi del cinema horror vengono persi, lasciando spazio alla fuga on the road protagonisti. Si fondono così horror e thriller polizesco, dove il buon poliziotto è intento a inseguire gli spietat criminali. Ma dopo la prima metà del film i ruoli finiscono quasi per ribaltarsi. Lo sceriffo infatti cede alla parte sadica e vendicativa, animata dalla volontà di riscattare la morte del fratello, l'agente morto nel primo film per di madre Firefly. Le scene dure non mancano, anche se la dose di sadismo scende per lasciare più spazio alla caratterizzazione individuale dei pazzi protagonisti, che si riscoprono anche simpatici, con battute dal tono brillante e siparietti ironici molto divertenti, come la scena nel furgone, dove Baby e padre insistono per avere un gelato. Nel finale del film Zombie riesce addirttura a farti dispiacere per la morte della famiglia, con commoventi flashback che ricordano i momenti felici della loro vita.
Rob Zombie riesce ancora una volta a stupire, regalando un lavoro che davvero pochi registi di genere, in questo momento, riuscirebbero ad eguagliare. Molte le citazioni (palesi o non) anche in queto film. Come non ricordare il celebre inseguimento con tanto d'accetta operato da Jack Nicholson nel famosissimo Shining di Kubrick, quando lo sceriffo rincorre una Sheri Moon incastrata nel labirintico recinto di mucche? O il suicidio di Thelma e Louise con il salto nel vuoto in auto, accetazione del proprio destino, simile a quello che la famiglia Firefly decide di compiere facenosi crivellare di colpi dal blocco di polizia? Vengono espilicitati inoltre i riferimenti al cinema dei fratelli Marx, dai quali sono tratti i nomi dei membri della famglia.
Ancora una volta Haig appare saperbo nel'interpretazione del Capitano Spaulding, ma non è il solo. Tutto il cast in questo film appare particolarmente ispirato.
Giunge così il secondo ottimo lavoro compiuto dall'ex metallaro Rob Zombie, che avrebbe fatto, a mio parere, un torto al genere horror se non si fosse dato a questo mestiere.

VOTO: 3,5/5

1 commento:

Paolo Nardi ha detto...

Rispetto al primo capitolo, molto più legato allo splatter e all’horror tradizionale, Rob Zombie mette in scena un road movie anomalo, in cui i ruoli si mescolano con i cattivi del primo episodio passano a recitare la parte dei perseguitati, inseguiti da uno sceriffo impazzito e desideroso di vendetta. Espediente narrativo o critica a una giustizia che si pone sullo stesso livello degli assassini (lo sceriffo ammazza mamma Firefly a sangue freddo direttamente nella cella)? Di per sé, però, il film è sempre delirante e si nutre, oltre che di spacconate e di situazioni paradossali, di citazioni cinefile azzeccate e divertenti, mai fini a sé stesse (a parte il fatto che non si spiega assolutamente perché tutti i membri della famiglia di pazzi si chiamino come personaggi interpretati da Groucho Marx!). Indovinati i dialoghi (addirittura esilarante quello del contadino che consiglia come “fottere un pollo”), interessante il calore che il regista mette nel ritrarre le dinamiche all’interno della famiglia di squilibrati. Non del tutto riuscito il finale che vorrebbe mitizzare i tre superstiti in un’ultima corsa verso la follia (alla Thelma & Louise), debole anche la parte del critico cinematografico. Ottima la ricostruzione anni Settanta, eccezionale la colonna sonora che mescola country e folk e leggende del southern rock (The Allman Brothers Band, Lynyrd Skynyrd).

Voto: 2,5/5