venerdì 8 febbraio 2008

La Casa Dei 1000 Corpi

Titolo originale: House Of 1000 Corpses
Regia: Rob Zombie
Sceneggiatura: Rob Zombie
Nazionalità: USA
Anno: 2003
Durata: 89'
Interpreti principali: Sid Haig, Bill Moseley, Sheri Moon, Chris Hardwick, Erin Daniels, Matthew McGrory, Karen Black

TRAMA: Un gruppo di ragazzi girovaga tra le campagne del Texas alla ricerca di posti bizzarri da recensire su una guida da loro progettata. Si imbattono nell' autogrill dell'eccentrico Capitan Spaulding (Haig), dove, dopo aver fatto un giro nel suo "Museum Of Monsters And Madmen" vengono a conscenza della leggenda del dottor Satana, pazzo scienziato assassino del passato, che, dopo essere stato impiccato, scomparve nel nulla. Incuriositi dalla storia, si fanno dire il punto preciso dove è stato impiccato, con l'intenzione di raggiungere il luogo. Lungo la strada troveranno una ragazza a fare l'autostop (Moon) che li condurrà dalla sua famiglia molto particolare.

CONSIDERAZIONI: Rob Zombie, ex leader del gruppo industrial metal White Zombie, esordisce qui come regista e sceneggatore. E lo fa con una classe invidiabile. Il film è deliante e malato, ma è proprio questo risultare punto forte de La Casa Dai 1000 Corpi. Il gore non si spreca e la situazione ricorda molto quella creata da Tobe Hooper nell'eccezionale Non Aprite Quella Porta del 1974. La famiglia protagonist è completamente pazza e sadica: non risparmia nessuno dei loro malaugurati ospiti. Otis ha la fissa della mutilazione creativa, mentre Baby appare totalmente squilibrata. Zombie riesce a ubriacare lo spettatore con un senso di inquietudine e squallore, curato da efficacissimi effetti visivi ottenuti con particolari filtri di luce e da una scenografa decisamente disturbante. La regia è innovativa e l'impatto visivo è devastante. Terribilmente inquietante la parte finale nel sottosuolo, dove il vecchissimo dottor Satana, ancora operativo, continua i suoi esperimenti in quella che ormai è dientata una fabbrica di esseri mostruosi.
Che dire: Zombie inizia e sfonda. Ma lo fa ad un livello decisamente alto, pur non trovando inizialmete molti cori d'approvazione da parte della critica. Travagliatissima la fase di distribuzione, che ha visto impegnato per tre anni il regista alla ricerca di un nulla osta dopo il ritiro all'ultmio momento della Universal he temeva il pesante divieto della MPAA.
Anche Sheri Moon, moglie del regita, appare al suo debutto come attrice. Ottima l'interpretazione di Haig che stupisce con il suo clown sadico. Il personaggio di Tiny ricorda, tolta la ferocia, al terribile Leatherface del film di Hooper.

VOTO: 3,5/5

1 commento:

Paolo Nardi ha detto...

Trama delirante a parte, che progressivamente perde ogni logica e coerenza per divenire un affresco inquietante e surreale (il sommozzatore spaziale che protegge un dottor Satana trasformato in una specie di Frankenstein mutante e meccanico), il film è estremamente godibile. Rob Zombie è decisamente uno che sa fare cinema (ed è incredibile che il livello di una produzione del genere sia alto), e l’operazione mi ha fatto più volte venire in mente Tarantino: citazioni a valanga, più o meno esibite, a cominciare da “Non aprite quella porta” (di cui condivide l’antipatia dei ragazzi “normali” e, di contro, la simpatia della famiglia di mostri). Ma ci sono numerose finezze impensabili, come la comparsa del poster de “Il mostro della laguna nera”, o che il personaggio principale, Otis B. Driftwood, si chiama come il personaggio di Groucho Marx in “Una notte all’Opera” (e suo fratello Rufus come lo stesso Groucho ne “La guerra lampo dei Frateli Marx”). Ma la cinefilia è per una volta funzionale e non fine a sé stessa e tutto il contorno è decisamente divertente (le scritte ribelli o goliardiche sulle magliette, i cereali “Agata Crispies”). Straordinaria l’interpretazione di Sig Heid come clown e capofamiglia. Purtroppo, certi farneticanti discorsi di Otis contro la società lasciano un po’ il tempo che trovano.

Voto: 3/5