Titolo originale: One Flew Over The Cockoo's NestRegia: Milos Forman
Sceneggiatura: Bo Goldman, Lawrence Hauben
Nazionalita: USA
Anno: 1975
Durata: 133'
Interpreti principali: Jack Nicholson, Louise Fletcher, William Redfield, Michael Barryman, Dean R.Brooks, Danny DeVito, Christopher Lloyd, Philip Roth, Mews Small, Mwako Cumbuka
TRAMA: Arriva all'ospedale psichiatrico di Salem, Oregon, il detenuto Rendal Patrick McMurphy (Nicholson), del quale si sospetta l'infermità mentale. In realtà l'unico motivo per il quale si fa trasportare al manicomio è la poca attitudine alla prigionia. Teneterà di trasformare la vita dei pazienti dell'istituto andando contro alla ferrea disciplina imposta dalla capo infermiera Ratched (Fletcher).
CONSIDERAZIONI: Il film di Milos Forman è tratto dal romanzo di Ken Kesey. Il titolo italiano è un po' fuorviante, in quanto cuckoo (cuculo) in inglese significa anche "pazzo", riferimento che non fa invece parte della nostra lingua. I cinque oscar vinti sono tutti meritati: miglior film, miglior regia (Milos Forman), miglior sceneggiatura non originale, miglior attore protagonista (Nicholson) e miglior attrice protagonista (Fletcher). I temi affrontati dal film sono moltissimi. La dura panoramica sul manicomio viene (almeno nella prima parte) smorzata da un'adeguata e apprezzabile ironia, che vede un Nicholson eccezionale al comando del gruppo di disturbati. La critica verso il sistema psichiatrico dei manicomi è feroce: soprattutto nel finale si vede come l'ospedale psichiatrico non miri assolutamente alla guarigione del paziente, ma soltanto alla sua neutralizzazione. Le sedute di terapia non sono altro che inutili momenti in cui far scagliare i pazienti gli uni contro gli altri, umiliando e deprimendo pubblicamente chi manifesta un problema. Molte delle persone all'interno del manicomio, inoltre, si scoprono essere volontari, quindi non trattenuti con la forza, anche se ormai la permanenza all'interno dell'istituto ha solo peggiorato la situazione. Non può che commuovere il comportamento di McMurphy/Nicholson nel tentativo disperato di far reagire i suoi "amici mentecatti". Ancora una volta, però, la forza del singolo non è sufficiente a sovvertire l'ordine. Anzi, quel singolo lottatore disperato dinirà per essere a sua volta vittima del sistema malato. La morte finale, data a McMurphy dall'indiano che si fingeva sordomuto, è più un regalo che un torto, dopo essere stato ridotto a vegetale da un' inopportuna lobotomia. L'infermiera Fletcher è quanto di più malefico si possa immaginare: un lavoro non certamente facile la trasforma in un mostro senza cuore, che mira soltanto a far rispettare le sue regole mettendo in secondo piano il benessere del reparto.
L'argomento trattato è certamente molto spinoso. La critica al sistema d'igene mentale americano è chiara ed evidente, come è chiara la protesta contro il mancato rispetto dei diritti dell'individuo e verso chi è affetto da disturbi mentali, o più generalmente, il diverso. Forman riesce a confezionare un film efficace e tagliente, alternando momenti di divertente ironia e drammatica commozione.
VOTO: 4/5
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