sabato 16 febbraio 2008

1997: Fuga Da New York

Titolo originale: Escape Form New York
Regia: John Carpenter
Sceneggiatura: John Carpenter, Nick Castle
Nazionalità: USA
Anno: 1981
Durata: 99'
Interpreti principali: Kurt Russell, Lee Van Cleef, Ernest Borgnine, Donald Pleasence, Isaac Hayes, Season Hubley, Harry Dean Stanton, Adrienne Barbeau, Tom Atkins, Charles Cyphers, Nancy Stephens

TRAMA: Nel 1988 l'alto tasso di criminalità negli Stati Uuiti spinge il governo a fare dell'intera città di New York un carcere di massima sicurezza, dove i reclusi vivono divisi in gruppi, rispondendo alla legge del più forte, pur essendo continuamente sorvegliati dalle forze di polizia. Nel 1997 l'AirForce One, che sta portando il presidente ad un importante riunione, viene fatto cadere su New York. Spetterà al detenuto Jena Plissken (Russell) riportare in salvo il presidente rapito da una banda di detenuti, per avere in cambio la libertà.

CONSIDERAZIONI: Carpenter riesce sempre a colpire nel segno. L'atmosfera del film è indovinata e originale. L'idea di far diventare New York un grosso quartiere penitenziario risulta essere efficace e gli attori scelti riescono a dar spessore ai loro ruoli. Kurt Russell interpreta magistralmente la parte del duro Plissken, chiamato Jena, rendendosi protagonista indiscusso del film. La cosa più interessante risulta essere la trasposizione delle meccaniche sociali all'interno del penitenziario. I detenuti si organizzano in bande, dove la legge torna ad essere un po' quella dello stato di natura, con il più forte in testa. Le dinamiche ricalcano l'idea del darwinismo sociale, dove chi è furbo, e quindi in grado di prevalere sugli altri, riesce ad avere la meglio e continuare la sua vita, mentre i deboli sono destinati ad essere schiavi o addirittura a morire. Il personaggio del Duca propone proprio quell'ideale di perfetto animale darwiniano, mentre quello di Mente rappresenta la parte assoggetta che riesce a fare di necessitèà virtù, pur covando dentro di sè il desiderio di rivolta.
Anche presentando delle evidenti (e necessarie) scene leggere, dove l'azione diventa motore principale, si può definire 1997: Fuga Da New York come uno dei film più adulti del regista americano, dove i contenuti apparentemente superficiali nascondono una feroce critica alla società, rea, troppo spesso, di rimettere in luce quella che è dinamica del darwinismo sociale, teoria che nel XX secolo dovrebbe essere ampiamente superata.
Carino anche il finale del film, che però non riesce ad avere un reale colpo di scena. In moltissimi, infatti, si aspettavano un colpo basso da Jena Plissken che, pur dovendo essere un detenuto, mostrava qualità morali maggiori rispetto a chi, in questo, avrebbe dovuto eccellere, come, ad esempio, il presidente degli Stati Uniti D'America.

VOTO: 3,5/5

1 commento:

Paolo Nardi ha detto...

Un capolavoro della fantascienza apocalittica e suburbana, talmente perfetto che lo stesso Carpenter, nel seguito “Fuga da Los Angeles”, si è limitato a copiare più o meno pedissequamente. Geniale nell’idea di estremizzare e sovvertire le regole del melting-pot newyorkese (il combattimento di wrestling al Madison Squadre Garden), è però capace di mescolare caratteristiche del film d’avventura e del western. Fondamentali le scenografie visionarie di James Cameron, così come l’apporto di Kurt Russell nella caratterizzazione del mitico Jena (in originale Snake) Plissken, vera e propria icona dell’antieroe ribelle e gaglioffo, capace di entrare nella leggenda grazie a una sola battuta. Ma le punte beffarde e la sfiducia nelle istituzioni, che trovano piena e degna conclusione nel finale, sono tutta farina del sacco di Carpenter, che ha nel film ha riversato tutto il suo spirito anticonformista e politicamente scorretto (protagonisti della vicenda sono un rinnegato, un punk e un taxista fallito, oltre al nero cialtrone e tamarro che è capo dei ribelli).

Voto: 4,5/5